Chadwick Boseman, il volto della star afroamericana Black Panther

Nel firmamento ci sono stelle destinate a splendere per sempre, una di queste era Chadwick Boseman, attore, drammaturgo e filantropo recentemente scomparso.

La sua intera vita è stata un fulgido esempio di cosa possa significare davvero donare, non solo il proprio tempo e le proprie risorse, ma soprattutto la propria persona in nome di una causa e in difesa dei più deboli.

 

Storia e biografia di Chadwick Boseman

Chadwick Aaron Boseman nasce ad Anderson, modesta città della Carolina del Sud. La madre lavorava come infermiera nell’ospedale locale, mentre il padre era impiegato in una ditta di tessuti e gestiva autonomamente una tappezzeria.

Sin da ragazzino covava in sé le scintille del futuro guerriero e di colui che avrebbe interpretato un super eroe, non solo sullo schermo, ma soprattutto nella vita reale.
S’iscrive così a dei corsi di arti marziali, disciplina che lo appassionerà tanto da essere una fedele compagna di vita anche una volta diventato adulto.

 

Chadwick Boseman il volto della star afroamericana Black Panther

 

All’epoca il cinema era ancora un’idea fin troppo lontana, quasi ridicola a pensarci per la sua assurdità, Chadwick, infatti, desiderava più di ogni cosa di diventare un architetto.
Così decide d’iscriversi alla TL Hanna High School, una scuola superiore locale dove ha modo di frequentare attivamente e giocare presso la squadra di basket scolastica.

La fiamma dell’arte, unitamente al suo straordinario talento, cominciò a bruciargli dentro e fu così che già durante il suo primo anno scrisse in totale autonomia la sua prima commedia, Crossroads.
Poteva trattarsi della prima opera di un promettente studente che in futuro si sarebbe prestato a lavorare nel settore, o semplicemente di un modo adolescenziale per mettere alla prova le proprie capacità senza troppe pretese, però avvenne un fatto che sconvolse profondamente il giovane Chadwick Boseman.

Un suo compagno di classe, durante una sparatoria, venne colpito e ucciso, avvenimento che dopo una lunga riflessione portò Chadwick a portare in scena la sua opera in memoria dell’amico.

Seppure in modo assolutamente drammatico, quello fu il primo momento in cui Chadwick Boseman prese coscienza del male e delle ingiustizie che lo circondavano e contribuì a creare in lui quella mentalità che lo avrebbe in seguito portato a difendere le minoranze da ogni genere di oppressione.

Il suo spirito artistico cominciava già a delinearsi e così subito dopo aver concluso gli studi superiori, decise di frequentare la Howard University di Washington seguendo i corsi di arte e dove conseguirà la laurea nel 2000 con una tesi incentrata sulla regia.

Curiosamente durante gli anni universitari, per potersi mantenere negli studi, trovò lavoro proprio nei pressi dell’università stessa, in una piccola libreria che gli fornirà lo spunto e l’ispirazione per redigere la sua seconda opera Hieroglyphic Graffiti.

Ogni futuro grande artista, indipendentemente dal suo campo di appartenenza, ha bisogno di un mentore che possa arrivare a toccare le corde più profonde del suo essere.
Qualcuno in grado di relazionarsi con lui in modo tale da far emergere in tutta la loro splendida complessità quelle doti ancora grezze che non aspettano altro di manifestarsi.

Per Chadwick Boseman i mentori furono due, Al Freeman e Phylicia Rashad, ovvero i suoi insegnanti durante gli anni trascorsi alla Howard University.
Fu in particolare Phylicia che rivestì un ruolo fondamentale rendendosi autrice di una raccolta fondi, anche grazie all’aiuto dell’amico Denzel Washington, per consentire ai ragazzi del suo corso di frequentare l’Oxford Summer Program della British American Drama Academy.

 

L’ingresso nel cinema di Chadwick

Nonostante il futuro avesse in serbo per lui una fama mondiale come attore, almeno inizialmente nelle intenzioni di Chadwick la recitazione non rappresentava affatto la sua massima aspirazione, anzi.
Tutto ciò che gli interessava era poter scrivere e realizzare concretamente opere, magari in qualità di autore o regista, ma certamente non di attore.

Agli inizi della sua carriera Chadwick Boseman risiede a Brooklyn e sarà proprio qui che verrà nominato regista presso il Drama league di New York.
Il suo futuro come autore sembrava decisamente spianato, a tal punto che si occupò come regista della realizzazione di diverse rappresentazioni teatrali.

Gli anni tra il 2002 e il 2009 lo videro impegnato come insegnante di recitazione presso lo Schomburg Center for Research in Black Culture nel quartiere di Harlem.
Le sue produzioni e opere cominciavano intanto a essere sempre più apprezzate da esperti e autori affermati.
Questa sua caparbietà e talento naturale vennero premiati nel 2002 con il premio AUDELCO, specificamente per il ruolo nella produzione Urban Transition, ma più in generale per le sue competenze come autore teatrale e drammaturgo.

L’anno successivo lo vede partecipare come attore per piccoli ruoli in diverse serie, tra cui un episodio del serial Squadra Emergenza, ma soprattutto come interprete del personaggio di Reggie Montgomery nella sopa opera La valle dei pini.
Fu quest’ultimo ruolo in particolare a determinare un profondo cambiamento nella vita dell’allora giovane emergente Chadwick Boseman.

La serie, infatti, faceva spesso ricorso a determinati stereotipi, allora largamente diffusi, tramite cui si era soliti indicare le minoranze e la cultura afroamericana.
Chadwick constatando come i vari riferimenti fossero oltremodo presenti durante quasi tutti gli episodi, espose le proprie rimostranze alla produzione che decise però di licenziarlo.
Se le cose come attore non sembravano andare molto bene, il contrario però poteva dirsi per la sua carriera di autore e drammaturgo.

La sua opera teatrale più nota, Deep Azure, infatti, ricevette un premio come migliore proposta emergente nel 2006, oltre a venire commissionata direttamente dal Congo Square Theatre Company di Chicago.
Avvenne poi il fatto che in un certo qual modo determinò l’intero futuro di Chadwick Boseman.
Decise, infatti, di trasferirsi a Los Angeles, anche grazie all’intervento di diversi giovani attori che si erano mostrati interessati a interpretare i ruoli presenti nella sua opera.

Los Angeles, patria dell’industria cinematografica globale, luogo in cui il talento artistico può trovare modo di esprimersi e di conseguire il successo laddove sia di valore.
E fu proprio Los Angeles che consegnò a Chadwick le chiavi per aprirsi a un intero mondo di possibilità in cui le sue aspirazioni potevano trovare terreno fertile.

Iniziò quindi a interpretare ruoli sempre più interessanti, tra cui quello di un reduce di guerra affetto da disturbo post traumatico nella serie Lincoln Heights.

Il 2013 fu finalmente l’anno della svolta, quello in cui si ritrovò a interpretare il ruolo del grande giocatore di baseball Jackie Robinson nel film 42 – La vera storia di una leggenda americana.

Il suo provino fu talmente convincente che lo stesso regista racconterà subito dopo l’uscita del film come gli fossero bastate appena due audizioni per comprendere immediatamente il talento del giovane attore.

Dopo un altro film a carattere sportivo, nel 2014 viene scelto in quello che fino ad allora sarà il suo ruolo più difficile, interpretare il leggendario cantante James Brown per un biopic film dal titolo Get on up.

La difficoltà non si riscontrava tanto nell’aspetto recitativo, quanto in quello relativo al canto e al ballo.
Per questo che Chadwick decise di sottoporsi a un allenamento quotidiano sfiancante di ben 8 ore per poter interpretare al meglio quello che era una vera e propria leggenda della musica.

Il film fu un successo assoluto e l’interpretazione di Chadwick Boseman venne ritenuta eccezionale per il realismo offerto e per la dinamicità che il ruolo richiedeva.

Gli elogi attribuiti gli vennero non solo dal pubblico presso cui cominciava a diventare un beniamino, ma soprattutto dalla critica.
Dopo aver ricoperto il ruolo della divinità egizia Toth nel film del 2016 Gods of Egypts, tutto era pronto per preparare Chadwick a quello che sarebbe stato il suo ruolo più celebre e che gli avrebbe portato un successo planetario.

 

Il successo di Chadwick Boseman e Black Panther

Nel 2016 venne scelto per interpretare il ruolo del personaggio dei fumetti della Marvel Pantera Nera.
Inizialmente non si era affatto pensato a un film totalmente indipendente e incentrato su questa specifica figura.

A dimostrazione di ciò, ad esempio, ne è il fatto che Chadwick firmò un contratto che stabiliva la presenza del suo personaggio in 5 film Marvel, ma appunto si trattava per lo più di una parte ricorrente.

Le cose però andarono diversamente, il debutto del personaggio di Pantera Nera e conseguentemente di Chadwick Boseman nel film Captain America: Civil War, fu talmente sorprendente che riuscì a stupire positivamente produzione, critica e grande pubblico.

 

Chadwick Boseman il volto della star afroamericana Black Panther

 

Così nel 2018 ottenne il ruolo di protagonista principale nel film Black Panther totalmente incentrato sull’omonima figura e sulla sua terra natia.
Già durante le fasi di realizzazione le aspettative erano enormi anche perché era la prima volta che a un personaggio afroamericano venisse data l’opportunità di essere il protagonista assoluto di un film totalmente incentrato sulla figura di un super eroe.

Le prime proiezioni, però, spazzarono via qualunque dubbio e il film si rivelò un clamoroso successo soprattutto all’interpretazione di Chadwick Boseman, a tal punto che Black Panther divenne il primo film di super eroi a ricevere una nomination oscar come miglior film.

La sua fama cresce a dismisura e le sue interpretazioni sempre più richieste, sono diversi i registi anche molto affermati che decidono di contendersi le doti artistiche di Chadwick Boseman, tra cui Spike Lee.
Al crescere delle performance, crescono anche i premi e i riconoscimenti ricevuti sino a giungere ai Screen Actors Guild Award del 2021 dove stabilisce l’imbattuto record di 4 candidature registrate nella medesima edizione.

 

La malattia di Chadwick Aaron Boseman e la scomparsa

E’ il 2016 quando Chadwick Boseman riceve una diagnosi terribile: cancro al colon al terzo stadio che sarebbe poi peggiorato sino al quarto stadio che gli fu fatale nell’agosto del 2020. Una rivelazione di tale portata sarebbe stata una mazzata per chiunque.

Una di quelle capaci di stroncare sul nascere ogni voglia di continuare a lottare per ciò che si crede giusto e puro, ma questo non avvenne per Chadwick.

Anzi, ormai da attore consumato e acclamato in tutto il mondo, trovò comunque il modo di preservare la sua privacy.
Al momento della dipartita venne rese noto che solo i familiari più stretti erano a conoscenza del brutto male con cui combatteva da anni, nessuno tra colleghi, amici o pubblico aveva mai avuto il sentore che qualcosa nella sua vita o nella sua salute non andasse.

E’ facile quindi pensare alla forza d’animo che deve aver avuto un personaggio pubblico nel mostrarsi sempre al meglio, affrontando quotidianamente tutte le incombenze che la vita d’attore gli riservava.
Sono gli stessi colleghi che in quegli anni erano impegnati a lavorare con lui ad aver rivelato come fosse una persona di una bontà incredibile.

 

Chadwick Boseman il volto della star afroamericana Black Panther

 

Era impossibile vederlo arrabbiato, sempre con il sorriso sulle labbra a certificare quel testamento spirituale che si è sempre impegnato a lasciare non solo nei propri film, ma soprattutto nella sua vita.

Un’esistenza trascorsa non solo calcando le scene cinematografiche più importanti del mondo e ottenendo prestigiosi riconoscimenti, ma a contatto con i più deboli, con quelle minoranze e con quegli ultimi i cui diritti erano più vaghe promesse che salde certezze.

Poco dopo la morte avvenuta il 28 Agosto del 2020 per complicanze dovute alla sua situazione clinica, com’era prevedibile, attori, celebrità, star dello sport e della politica si sono uniti in un cordoglio collettivo.

Particolarmente sorprendente fu la reazione della gente comune, la stessa a cui Chadwick Boseman aveva sempre riservato una parte fondamentale della propria vita, che tramite una raccolta firma sul portale Change.org fece in modo di erigere una statua con le sue fattezze nella sua città natale.
Ci sono stati molti omaggi non solo nel cinema, ma anche nella musica, nello sport e nel settore dei videogiochi a dimostrazione del fatto che quando una persona è stata grande una volta è destinata a esserlo per sempre.

 

La filantropia di Chadwick Boseman

La grandezza di Chadwick, però, non era solo quella conseguente alle innegabili doti artistiche che ha sempre posseduto sin da ragazzo, c’era dell’altro.

C’era principalmente un uomo consapevole delle profonde ingiustizie che animavano la società e che ha sempre combattuto per denunciarle e affrontarle spesso a muso duro.

Un esempio ne è quando, non ancora famoso, denunciò l’abuso di stereotipi razzisti in una sitcom in cui recitava e come tutta risposta venne licenziato e allontanato.

La forza delle idee e del carisma non possono essere arginate dalla mediocrità di piccole menti ed è per questo che oggi la figura di Chadwick Boseman risplende di una luce ancora più abbagliante di quando era in vita e le sue battaglie vengono portate avanti con una coscienza sempre maggiore.

Oltre al riconoscimento dei diritti delle minoranze, Chadwick fu anche un eccezionale filantropo lavorando personalmente presso numerosi enti di beneficenza.

Tra questi figura l’ospedale pediatrico ST. Jude Hospital compiendo innumerevoli donazioni in favore dei pazienti affetti da cancro, malattia che purtroppo conosceva sin troppo bene.

L’estrema lucidità della sua bontà d’animo è emersa, ad esempio, in un video realizzato pochi giorni prima di morire in cui chiedeva esplicitamente e con insistenza a un produttore come potesse fare per inviare dei regali a dei bambini affetti da cancro.

Pur negli istanti consapevoli dell’imminente dipartita, il pensiero di Chadwick è sempre stato rivolto ai più deboli e ai meno fortunati, un esempio mirabile di una forza d’animo fuori dal comune.

Quando uscì il film Black Panther che lo consacrò a star internazionale si adoperò personalmente tramite donazioni per consentire ai bambini di un’associazione di doposcuola di poter assistere allo spettacolo senza ulteriori spese.

Si rese protagonista anche di una challenge per realizzare una raccolta di fondi che potesse essere completamente dedicata a tutti i più piccoli che si trovavano ad affrontare terribili patologie e che quindi avevano bisogno di tutto l’aiuto possibile, specialmente finanziario.

Si espose pubblicamente e con forza nel sostenere Disney quando decise di donare ben 400 milioni di Dollari per eventi e cause correlate alla beneficenza.

Sino a quando le forze lo sostennero continuò a fare della filantropia, elargendo ad esempio più di 4 milioni per rifornire gli ospedali degli strumenti di protezione individuale per la lotta contro il Covid-19.

Chadwick Aaron Boseman, guerriero sullo schermo e nella vita!

 

Libri Chadwick Aaron Boseman

  • Chadwick Boseman: Forever our king, Triumph Books, 2020
  • The story of Chadwick Boseman: The black panther, Colossus Books, 2020
  • Heroes never die: Chadwick Boseman, 2020

 

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