Chi è il caregiver familiare? quali sono i suoi compiti

Le vicissitudini della vita, oltre ai quotidiani problemi lavorativi, a volte pongono le persone di fronte alle concrete necessità. La frenesia di una vita sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo si ferma quando ci si rende conto di quanto siano essenziali familiari e persone sofferenti.

Spesso ci si dimentica quanto sia importante restare vicini e accudire le persone care affette da disabilità o da difficoltà motorie. Per tamponare tale carenza nasce la figura del caregiver familiare, nelle prossime righe vedremo cosa significa e quali sono i suoi compiti.

Che cosa è il caregiver familiare per disabili?

La definizione estesa di cosa sia il caregiver può essere letta facilmente consultando la Legge 205/2017 nell’articolo 1c.255. Per facilitarne la lettura e la comprensione possiamo contrarre la definizione in questi termini: il caregiver è colui che si prende cura di qualcuno, nello specifico un familiare che assiste un ammalato o un disabile congiunto.

Da un punto di vista numerico i caregiver sono principalmente adibiti alla cura dei pazienti con demenza da età compresa tra i 45 anni e i 70 anni.

Sebbene sia evidente l’importanza di tale figura purtroppo non vi è una concreta normativa che ne riconosca l’operosità lavorativa.

Attualmente esistono solo i celebri permessi 104, cioè dei bonus e dei fondi destinati a questa figura ma totalmente bloccati da una burocrazia senza portafoglio.

Ogni Paese però presenta differenze concrete per il caregiver familiare, vediamo quali sono quelle inerenti al caregiver italiano.

 

caregiver familiare disabili

 

La figura del caregiver familiare in Italia

Dal paragrafo precedente risulta evidente come il caregiver familiare sia una figura essenziale ma che compie la sua assistenza a titolo gratuito. Per tali motivi, essendo totalmente fuori da un contesto professionale, nella gran parte dei casi è un ruolo ricoperto da un familiare stretto.

L’assistenza di un congiunto o di un parente impossibilitato a eseguire specifiche funzioni avviene in completa autonomia, osservando ovviamente le indicazioni del medico di fiducia.

In Italia sempre più persone sono costrette ad abbandonare il proprio lavoro per dedicarsi ai familiari che necessitano di assistenza, limitando il proprio sviluppo personale.

Per avere un’idea più chiara è opportuno analizzare i dati ufficiali ISTAT, questi evidenziano come i caregiver siano oltre il 17% della popolazione italiana, quindi quasi nove milioni.

Il dato più impressionante è il 14.9%, cioè circa 7 milioni della popolazione, appartenente ai familiari. I dati ISTAT evidenziano come i casi più gravi richiedano almeno seicento mila caregiver familiari per assistere al meglio le persone amate.

Come è facile dedurre i caregiver sono principalmente donne, con una percentuale del 30% con età non superiore ai 46 anni; del 40% tra i 45 e i 62 e ben il 60% di caregiver senza occupazione lavorativa.

 

caregiver familiare disabili

 

Le funzioni di un caregiver familiare

I numeri impressionanti mettono in luce quelle che sono i problemi concreti, ma per esaminare al meglio tale figura è essenziale capire quali siano le sue funzioni. Vediamole in breve.
Somministrazione dei farmaci: tra i compiti più importanti c’è l’assunzione dei farmaci prescritti dal medico.

L’assistenza per la somministrazione o per le terapie quotidiane è essenziale per preservarne l’incolumità.
Visite e acquisto: la persona disabile, o impossibilitata a svolgere azioni esterne all’abitazione, non può occuparsi di acquistare farmaci o svolgere da sola le visite mediche.  In questo caso il caregiver familiare è il punto di riferimento.

Igiene: i caregiver si premurano di pulire e igienizzare la persona accudita, non essendo quest’ultima autosufficiente.

Nutrimento: come per l’igiene personale il caregiver si occupa di tutti i pasti, premurandosi della qualità del cibo e della sua composizione.

 

caregiver familiare disabili

 

Chi ha diritto al caregiver familiare per disabili?

La Legge che regola la normativa per le persone in difficoltà è la 104/92, questa sebbene sia stata emanata tanti anni fa si occupa di delineare le linee guida per tutti quegli aspetti legati all’integrazione sociale e ai diritti che tutelano le persone affette da disabilità o portatori di handicap.

La Legge 104/92, nello specifico ai senti dell’art. 3 comma 3, stabilisce quali siano i criteri secondo la quale è possibile richiedere l’accompagnamento e di conseguenza un caregiver familiare.

La Legge determina che la persona che necessita di caregiver familiare deve aver riconosciuto una “disabilità grave” e che i caregiver di riferimento, cioè le persone addette all’assistenza, debbano essere dei familiari più prossimi alla persona affetta da disabilità.

Nel caso di un coniuge o di un figlio, per esempio, sono queste le figure prese come riferimento iniziale, mentre si opterà per un parente di terzo grado solo nel caso in cui il coniuge o i genitori superino l’età di sessantacinque anni o siano impossibilitati a farlo per malattie o patologie.

Come si diventa caregiver familiare?

Come anticipato nelle righe precedenti, non vi è alcuna legge che tuteli il caregiver familiare e di conseguenza non è possibile richiedere o presentare una specifica domanda per essere riconosciuto come tale. Sebbene al momento lo Stato non abbia ancora delineato i criteri di una figura lavorativa come il caregiver si possono ottenere benefici alternativi previsti dalla Legge 104.

Il percorso per la richiesta di benefici passa principalmente dal riconoscimento delle condizioni della persona impossibilitata all’autosostentamento. Una volta effettuati i controlli e riconosciute le condizioni di “disabilità grave” presso gli enti preposti (INPS), si potranno richiedere al proprio datore di lavoro i necessari permessi per l’assistenza.

Affinché si possa ottenere il bonus anche il caregiver deve necessariamente possedere dei criteri minimi. Nello specifico questi sono: essere in possesso di un reddito ISEE con una cifra inferiore ai 25 mila euro annuali; avere un grado di parentela di primo, secondo o terzo grado con la persona da assistere, quest’ultima con almeno 80 anni di età.

Gli aggiornamenti sul caregiver nel 2021

I dati ISTAT dimostrano come sia necessaria una legislazione che regoli la figura del caregiver nel settore professionale.

Fortunatamente, grazie alle associazioni più rilevanti, dall’anno 2020 in Parlamento si sta ritornando a parlare di una legge dedicata a questa problematica. Al momento vi sono però poche informazioni e quelle più significative inseriscono tale figura in un contesto di assistenza post Covid-19.

 

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Conclusioni sul caregiver familiare disabili

Il tema è molto importante e nazioni vicine all’Italia già da anni godono di leggi dedicate a questa figura di assistenza. I caregiver familiari di Grecia, Spagna, Francia, Romania, U.K. e Polonia sono da tempo tutelati completamente dai loro Paesi, valorizzando non solo le persone che ne hanno bisogno ma soprattutto chi vincola la propria vita per salvaguardare quella delle persone più care.

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