Collocamento mirato disabili 2022: tutte le nuove linee guida

La lunga attesa, circa sette anni, per ottenere le linee guida del collocamento mirato per le persone disabili è finita. Il clima d’incertezza che le persone diversamente abili e le aziende hanno dovuto sostenere con la legge italiana sembra mostrare la luce in fondo al tunnel.

Negli ultimi anni, sempre più persone hanno sentito l’esigenza di un collocamento dedicato ai diversamente abili. Sebbene per molti possa sembrare una richiesta di poco conto, nell’atto pratico della quotidianità è invece molto importante.

Nelle prossime righe daremo uno sguardo alle nuove linee guida del collocamento per persone disabili.

Collocamento mirato per persone disabili: cos’è

Prima di analizzare quelle che sono le caratteristiche e le finalità del collocamento mirato è opportuno darne una definizione. Nello specifico la definizione di tale termine la ritroviamo nell’articolo 2 della Legge 68/99, identificabile con la normativa sulle categorie protette.

Da un punto di vista pratico il collocamento mirato per persone disabili viene a essere l’insieme degli strumenti tecnici che permettono la valutazione delle capacità lavorative delle persone diversamente abili, e la loro attitudine a inserirsi nel contesto lavorativo adatto.

Tale processo avviene valutando in modo oggettivo la miglior condizione possibile per integrare chi ne ha bisogno nel lavoro e nelle relazioni sociali. Il collocamento ha, quindi, lo scopo di garantire alle persone disabili di integrarsi nelle attività lavorative e sociali in modo naturale, aiutando il processo di equità sociale.

Collocamento mirato disabili 2022

Le finalità del collocamento per persone disabili 2022

Leggendo il decreto ministeriale 43/2022 è facile dedurre come l’obiettivo della proposta sia indirizzato a un miglioramento notevole nella gestione del collocamento per persone disabili. Ma quali sono le finalità che sono state discusse? Vediamole nel dettaglio singolarmente.

  • Multimedialità: il decreto sottolinea come si debba intervenire in modo consistente sugli approcci alla multimedialità, integrando tecnologia e attività pratiche con le persone che ne hanno necessità.
    Personalizzazione: uno degli obiettivi è quello di realizzare, attraverso le informazioni fornite al collocamento, progetti personalizzati.
  • Integrazione dei servizi: la gestione ottimale del collocamento consente di creare una rete integrata di servizi. Le persone disabili possono interconnettere in modo semplice e intuitivo servizi come quelli sanitari, d’istruzione, lavoro e sociali. Tale condizione è data dalla presenza di personale esperto nelle multidiscipline.
  • Lavoro e socialità: l’inclusione sociale delle persone disabili è essenziale e ciò può accadere legando lavoro e vita quotidiana. Obiettivo sicuramente complesso, ma non irreale se pianificato nel modo corretto.
  • Pari opportunità: una delle finalità più importanti risiede nella progettazione di un sistema che garantisca pari opportunità e limiti la discriminazione.
  • Sistemi: le nuove linee guida del collocamento per persone disabili si pongono l’obiettivo di migliorare quelli che sono i sistemi informativi integrati, e tutti quegli aspetti interoperabili che diano maggiore sicurezza alle persone interessate.
  • Accertamento della disabilità: le nuove direttive aggiungono anche un nuovo modo di revisionare l’accertamento della disabilità, implementando un approccio bio-psico-sociale standardizzato.
  • Formazione: una delle problematiche più comuni risiede nella poca formazione degli operatori, il decreto ministeriale 43/2022 ha come scopo quello di investire nelle competenze di chi è vicino al mondo della disabilità.

L’importanza delle proposte

Abbiamo evidenziato come gli obiettivi del decreto 43/2022 siano oggettivamente interessanti per le persone disabili, ma quali sono le proposte concrete che le linee guida del decreto mettono in mostra?
Le proposte sono veramente tante, l’elenco si caratterizza di 12 punti, ognuno con condizioni interessanti per le persone diversamente abili. Vediamole singolarmente per avere un quadro chiaro delle potenzialità di questo nuovo modo di rapportarsi al collocamento per persone disabili.

  • Quadro unitario: vi è finalmente un’offerta di un quadro di riferimento unitario per chi non ha idea di dove informarsi.
    Collaborazione: grazie alla programmazione regionale vi è un percorso di collaborazione e condivisione verso l’inclusione lavorativa.
  • Amministrazione: i dati amministrativi del collocamento mirato saranno costantemente aggiornati e migliorati a seconda delle esigenze degli utenti.
    Piattaforma digitale: i dati saranno consultabili con le piattaforme digitali in modo semplice e veloce.
  • Monitoraggio: il Ministero del Lavoro monitorerà annualmente l’attuazione delle linee guida.
    Crescita economica: una delle finalità più interessanti risiede nella capacità di voler garantire la massima equità e crescita economica delle persone disabili.
  • Tempistiche: i servizi dedicati avranno una ricognizione ogni 18 mesi per chi si è iscritto al collocamento entro 24 mesi.
  • Promozioni: la comunicazione, attraverso campagne dedicate, servirà per sensibilizzare i cittadini al tema della disabilità.
  • Aziende: tutte le attività lavorative che si impegnano nell’inserimento lavorativo delle persone disabili otterranno delle clausole vantaggiose.
  • Responsabile inserimento: le PMI (Piccole e Medie Imprese) potranno utilizzare una figura per l’inserimento lavorativo.
  • Disability management: il decreto 43/2022 consiglia di ricorrere a una gestione della disabilità che possa migliorare l’approccio al tema.
  • Misure e servizi: ultimo punto, ma non meno importante, riguarda la rimodulazione delle misure e di tutti quei servizi legati al collocamento mirato.

Chi può iscriversi al collocamento mirato

La sottoscrizione al collocamento mirato, sebbene abbia come scopo quello della massima integrazione, può essere sottoscritto da persone disabili che abbiano determinate caratteristiche.

Nello specifico l’iscrizione al collocamento mirato può essere sottoscritta da: sordomuti o ciechi, invalidi del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, invalidi di guerra, invalidi per servizio oppure invalidi civili di guerra.
Si aggiungono anche: profughi italiani, persone con minoranze fisiche, sensoriali, psichiche e portatori di disabilità intellettiva, con una riduzione della capacità lavorativa con una percentuale superiore al 45%.

Possono sottoscrivere l’iscrizione al collocamento mirato anche i familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, oltre che le vedove e gli orfani per causa di lavoro, guerra, servizio oppure tutte quelle condizioni equiparabili.

Come è facile comprendere, possono iscriversi al collocamento mirato per disabili la gran parte delle persone, date le percentuali particolarmente contenute.

L’importanza dei dati trascritti

Sottoscrivendo l’iscrizione al collocamento mirato, condizione necessaria per consentire un’elaborazione dei dati ottimale, è lecito domandarsi quali dati verranno utilizzati. Quando ci si affida a questa tipologia di servizio, i datori di lavori trasmettono alla Banca dati tre tipologie di informazioni, vediamo quali.

  • Prospetti informativi: il prospetto informativo, normato dall’articolo 3 del Decreto ministeriale 2 novembre 2010, rappresenta quelle informazioni inerenti alla situazione occupazionale dell’azienda. Vi è quindi un maggior controllo sulle capacità dell’azienda di integrare le persone disabili, monitorandole in caso di comportamenti scorretti.
  • Accomodamenti ragionevoli: i dati trasmessi riguarderanno tutte le informazioni inerenti agli accorgimenti ragionevoli adottati. Condizione essenziale per determinare il corretto utilizzo dei mezzi a disposizione delle persone disabili.
  • Integrazione: tutte le informazioni sono integrate con i contratti del lavoratore disabile assunto, rispettando i sensi della legge 28 novembre 1996 n. 608.

Collocamento mirato disabili 2022

Le comunicazioni degli uffici al collocamento mirato

Oltre ai dati prettamente personali delle persone che sottoscrivono l’iscrizione al collocamento mirato, è interessante sottolineare quelle che sono le comunicazioni degli uffici competenti.
Nello specifico gli uffici abilitati comunicano informazioni relative a 5 aspetti fondamentali, vediamo quali.

  • Esoneri: le informazioni più rilevanti comunicano quelli che sono gli esoneri autorizzati. Nello specifico vengono regolati dall’articolo 5, comma 3, legge del 12 marzo 1999 n. 68. Nel caso in cui un iscritto avesse i requisiti per essere esonerato, verrà segnalato al collocamento mirato che provvederà ad aggiornare le credenziali di iscrizione.
  • Sospensioni: oltre agli esoneri, tra le informazioni più importanti che vengono fornite al collocamento mirato figurano le sospensioni, regolate dall’articolo 3, comma 5 della legge del 12 marzo 1999 n.68. In questo caso vi possono essere limitazioni che hanno un’incidenza specifica sul lavoro delle persone disabili o delle aziende di riferimento.
  • Avviamenti effettuati: come è semplice dedurre, quando gli uffici competenti prendono in carico l’iscrizione degli interessati, comunicano al collocamento mirato tutti gli avvenimenti effettuati.
  • Convenzioni: nei casi particolari, in cui le persone disabili hanno la necessità di usufruire di convenzioni specifiche, queste vengono comunicate al collocamento mirato. In questa condizione anche la comunicazione delle convenzioni avviene per le aziende che hanno assunto la persona disabile. Tale disposizione è trascritta negli articoli 11, 12, e 12bis e nell’articolo 14 del 10 settembre 2003 n.276.
  • Soggetti iscritti: gli uffici competenti dovranno comunicare in modo puntuale quelli che sono i soggetti iscritti negli elenchi del collocamento obbligatorio, secondo l’articolo 8, comma 1. Nello specifico, le persone disabili non dovranno compiere azioni particolari, delegando il processo di comunicazione agli uffici preposti.

Il supporto dell’INPS

Come per tutte le attività legate al mondo del lavoro e a quelle della salute, il collocamento mirato non poteva che collaborare con l’INPS per alimentare la Banca dati.
L’Istituto Nazionale Previdenza Sociale si occupa di incrementare le informazioni relative agli incentivi, nello specifico quelli del datore di lavoro che beneficia nell’assunzione di una persona disabile, come riportato nell’articolo 13.

Il supporto dell’INAIL

Nel concreto l’INAIL aggiunge informazioni relative a tutti quegli interventi di reinserimento e ovviamente di integrazione lavorativa delle persone che hanno una determinata disabilità da lavoro.

Il supporto delle regioni

Oltre l’INPS e l’INAIL la Banca dati del collocamento mirato si caratterizza anche di informazioni provenienti dalla regione di riferimento. Ogni regione trasmetterà informazioni relative alle agevolazioni delle persone con disabilità e degli incentivi, condizioni vincolate sulle disposizioni regionali ai sensi dell’articolo 14.

Collocamento mirato disabili 2022

L’accesso al collocamento e ai dati personali

Una volta effettuata l’iscrizione al collocamento mirato e aver preso coscienza di quali dati verranno utilizzati, diventa scontato porsi la domanda di chi possa accedere a tali informazioni.
Gli enti che possono accedere ai dati del collocamento sono: regioni, ispettorato del lavoro, ANPAL, dipartimento della funzione pubblica, datori di lavoro e infine persone iscritte al collocamento mirato.

  • Regioni e provincia: la disponibilità delle informazioni del collocamento mirato è data a province e regioni, oltre che a tutti quegli enti pubblici responsabili del collocamento mirato sul territorio di riferimento.
  • INL: l’ispettorato nazionale del lavoro può accedere alle informazioni di aziende e disabili in qualsiasi momento grazie all’articolo 15, comma 2 della legge del 1999 n. 68. Non era difficile immaginare che l’INL fosse una parte fondamentale di tale processo di monitoraggio.
  • ANPAL: nello specifico questo ente ha la capacità di coordinare la gestione del collocamento mirato, diventa scontato che possano accedere alle informazioni di riferimento. Sono vincolati alla legge del 1999 n. 68.
    Dipartimento della funzione pubblica: quando si parla di tale ente è opportuno sottolineare che vi sia un legame con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma a differenza di quanto si possa pensare, i dati consultabili sono limitati a quelli per i datori di lavoro pubblici.
  • Datori di lavoro: non tutti sanno che i datori di lavoro privati e pubblici possono accedere alle informazioni del collocamento mirato. Come è facile dedurre, le informazioni reperibili sono solo quelle dei propri dati e di quelli che dipendenti assunti con disabilità.
  • Persone iscritte al collocamento mirato: chi sottoscrive l’iscrizione al collocamento mirato può consultare le informazioni quando desidera, vincolandosi però ai propri dati. Grazie allo SPID oppure alla CIE (Carta di identità elettronica) è possibile monitorare le informazioni presenti nell’archivio digitale del collocamento mirato.

Conclusioni

L’evoluzione della gestione del settore lavorativo e integrativo delle persone disabili è sempre più marcata. Grazie al collocamento mirato, aziende e persone che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro, potranno veicolare le proprie esigenze in modo preciso.

Tale condizione è utile soprattutto per garantire alle persone con disabilità una maggiore chiarezza su quelli che sono le informazioni disponibili ai datori di lavoro. A cui si aggiunge un monitoraggio che tutela tutti coloro che partecipano a tale movimento di integrazione sociale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *