La storia di Oney Tapia, il grande campione paralimpico

Classe 1976, Oney Tapia è attualmente conosciuto per la vittoria bronzea ai campionati paralimpici di Tokyo 2021. Soprannominato ‘il guerriero’, è considerato uno dei migliori lanciatori del peso sul territorio italiano.

La vita di Oney Tapia

Eppure, la storia di Oney parte da l’Havana, Cuba. Nel 2002, animato dalle aspettative di trovare in Italia un terreno più fertile come giocatore di baseball, Oney Tapia decide di partire e lasciare la sua amata terra. Ha solo 26 anni, ma per un cittadino straniero arrivare in Italia senza posto fisso è difficile e rischioso.

Così, consapevole della necessità di mantenere vivo il suo sogno, ma spinto dal bisogno economico a cercare un ingresso sicuro, decide di trovare un lavoro umile per arrotondare: comincia a fare il giardiniere.

La forza – nelle braccia e nello spirito – non lo abbandona mai, e lo aiuta a mantenere viva la speranza di sfondare, prima o poi, nel suo amato sport. Continua a giocare da lanciatore per l’Old Rugs di Lodi, ma senza riscontrare troppe possibilità di guadagno e carriera. Il 25 maggio del 2011, poi, arriva la grande prova. Mentre si trova appeso ad un albero per la potatura, un ramo particolarmente grande gli cade sul volto, colpendolo in prossimità degli occhi e danneggiando permanentemente i bulbi oculari.

In ospedale, ricorda di aver pensato innanzitutto alle sue tre figlie, e solo dopo allo sport: non avrebbe voluto che questo incidente compromettesse loro la vita. Per quanto riguarda lo sport, sapeva già che le cose sarebbero cambiate per sempre.

Oney Tapia, il grande campione paralimpico

 

Oney Tapia carriera

Subito dopo l’incidente infatti Oney Tapia decide di lasciare la carriera da lanciatore di baseball per iniziare quella di lanciatore del peso. Comincia tutto casualmente, a Siracusa: si butta nella prima gara su richiesta degli organizzatori, e scopre di avere un talento nel lancio del disco, superando i 30 metri e un record imbattuto da 14 anni nella categoria F11.

Passa dunque dal 2013 in cui è primatista italiano, alla vera svolta del 2016: dapprima batte il nuovo record del lancio del disco superando i 40 metri, e vince la possibilità di partecipare alle Paraolimpiadi; qui vince la medaglia d’argento nello stesso anno.

Da qui in poi Oney Tapia non rinuncia a nessuna vittoria: nel 2018 è campione europeo con un record che supera il precedente e gli dà il lasciapassare per le successive competizioni. Infine, nelle olimpiadi di Tokyo, arriva terzo nel lancio del peso dopo Alessandro Rodrigo da Silva (Brasile) e Mahdi Olad (Iran). Lui stesso si meraviglia di aver superato ogni aspettativa, crede che la sua specialità sia il lancio del disco.

Ma Oney Tapia, come è evidente, gareggia per il divertimento e non per la vittoria, né tantomeno si limita ad avere una sola passione: ama il ballo latino americano e lo coltiva tanto da venire scelto come concorrente a Ballando con le stelle nell’edizione del 2017. Indovinate un po’? Vince anche in questa competizione.

Nel 2021 alle Paralimpiadi Tokyo 2020 Oney Tapia conquista: BRONZO lancio del disco categoria F11 con la misura di 39.52. BRONZO getto del peso categoria F11 con la misura di 13.60 metri.

Oney Tapia il grande campione paralimpico

 

Oney Tapia Ambasciatore dello sport: un nuovo esempio

Da sempre molto attivo a livello sociale, viene amato da tutti anche per la sua umiltà e la passione per ogni attività che intraprende. Così, poco dopo la sua vittoria del 2018, viene nominato Ambasciatore dello sport Paralimpico guadagnandosi anche la possibilità di interagire con il vasto pubblico tramite l’esempio della sua storia. In molte occasioni si rende disponibile a dialogare con le persone, parlando nelle scuole, negli istituti e nei centri sportivi.

Dimostra particolare interesse per il pubblico giovane, raccontando ai bambini e ai ragazzi che incontra quanto sia importante cogliere un’opportunità da ciascuna esperienza. Si definisce sempre molto onorato della sua attività ambasciatoriale, ma prende il suo ruolo con serenità e umiltà. Pensa che i bambini, per primi, debbano essere consapevoli della diversità che esiste al mondo, perché – dice lui – una disabilità motoria

‘non la auguro a nessuno ma può capitare a tutti’.

Ed è proprio questo insegnamento che ci tiene a lasciare: non esiste distinzione tra ostacolo e vittoria, ciò che a prima vista ci ostacola può trasformarsi subito dopo in un motivo di riscatto. Come dice il titolo della sua autobiografia, tutto dipende da quanto riusciamo a trasformare il nostro sguardo, passo dopo passo, nel percorso dal buio alla luce.

Libro Oney Tapia: Più forte del buio. Niente può fermare i sogni

 

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