Omosessualità e disabilità, le doppie barriere di chi è gay e disabile

Chi è disabile si trova a dover affrontare diverse barriere di ogni tipologia. Sebbene la nostra società ad oggi sia cambiata in modo che essi vengano inseriti nella maniera migliore in ogni contesto.

C’è una condizione particolare che porta le persone con handicap ad essere emarginati perché giudicati male, parliamo dell’omosessualità.

Questo tema è già di per sè abbastanza delicato da trattare perché, anche se in una società evoluta non ci dovrebbero più essere le discriminazioni legate all’orientamento sessuale, purtroppo può succedere. Analizziamo meglio l’argomento.

 

Cosa significa essere disabile e omosessuale in Italia?

C’è molta comprensione e voglia di aiutare verso chi è disabile ma il fatto che queste persone possano avere degli stimoli nella sfera sessuale sembra infastidire chi invece non soffre di nessun handicap.

Si tende infatti a non considerare troppo questo aspetto che invece è molto importante perché come i bisogni principali, anche il desiderio sessuale va rispettato.

Purtroppo c’è ancora molta disinformazioni in giro, basti notare come le persone reagiscono quando incontrano una coppia dove c’è una persona disabili o anche entrambe: la prima reazione è quella dell’incredulità.

Ancor più complesso l’approccio e se vogliamo territorio inesplorato è quello dei disabili omosessuali. Tema che potremmo definire come ‘minoranza nella minoranza’ e che le persone esplorano ben poco.

 

Ma cosa significa essere omosessuali quando si è disabili?

Alcune associazioni lottano per i diritti sessuali di queste persone e per avvicinare anche i più bigotti. Tramite spot ironici ma che hanno lo scopo di far capire che le persone disabili possono sì essere innocenti e dolci ma anche se fa comodo catalogarle così, esse sono esattamente come noi e vanno rispettati sotto ogni punto di vista.

In una società che purtroppo in alcuni casi ancora indietreggia quando si parla di omosessualità, è difficile accostare a questo argomento quello della disabilità ma in alcuni casi è proprio così.

 

Omosessualità e disabilità

 

Due stati di ‘minoranza’

Sia l’omosessualità che la disabilità vengono considerati degli stati di inferiorità che quando sono associati aumentano l’esclusione, volontaria o meno, da un gruppo di persone.

Questo è ingiusto e non deve accadere in una società che si dice intelligente e aperta a ciò che è nuovo, anche perché c’è una bella differenza. Come spiega anche Pierluigi Lenzi del gruppo Jump che riunisce disabili LGBT nella città di Bologna, parlando della propria esperienza personale:

Io sono nato omosessuale perché fin da piccolo ero attratto dalle persone del mio stesso sesso ed è una cosa che con il tempo ho accettato.

Nulla a che vedere con la disabilità che mi ha colpito progressivamente dall’età di 16 anni per una grave malattia degenerativa e che oggi mi fa sentire contronatura molto di più rispetto ai conflitti interiori che vivevo inizialmente per il fatto di essere gay’.

Da questa breve testimonianza si evince che non è l’omosessualità ad essere considerata un problema e così dovremo pensarla tutti, a prescindere che essa sia presente in una persona disabile o meno. Il vero problema è invece quello di avere degli handicap che impediscono di sentirsi ‘bravi’ e ‘capaci’ come gli altri.

Link Facebook Gruppo Jump LGBT – Oltre tutte le barriere

 

Le doppie barriere di chi è gay e disabile

Chi appartiene a questi macro gruppi si ritrova discriminato due volte e deve lottare il doppio per farsi accettare, anche perché qui in Italia questo argomento viene affrontato in maniera superficiale.

Vivere in libertà la propria sessualità è invece un diritto e un bisogno primario proprio come mangiare, ma erroneamente si pensa che si possa rimediare alle lacune essendo gentili con queste persone e aiutandole quotidianamente.

Non è affatto così e questo riguarda non solo la sfera sessuale ma anche tutte le altre. Ad esempio non è sufficiente aiutare una persona in carrozzina ad entrare in un edificio dove non c’è l’apposita rampa per faro sentire meglio:

esso deve essere indipendente anche in questa piccola operazione e quando si parla di bisogni primari i soldi, che sembrano non esserci mai, vanno trovati.

Allo stesso modo vanno protetti e garantiti tutti i diritti e i bisogni, come quindi anche quelli sessuali. Non dobbiamo stupirci di vedere due persone disabili che sono fidanzate o sposate. Perché vogliono solo vivere le stesse emozioni di chi non ha handicap.

Per quanto riguarda l’omosessualità in queste persone, l’Italia sta riscontrando un cambiamento di atteggiamento che comunque procede in maniera lenta. Questo progresso viene a volte fatto pesare perché risulta come un ulteriore richiesta di accettazione.

 

Il mondo omosessuale

Sembra strano perché un settore a lungo discriminato e che ancora oggi fatica a farsi accettare dai più bigotti è quello degli omosessuali, ma anche loro fanno parte delle persone che meno accettano i disabili.

Devi sapere infatti che questo mondo è in continua ricerca delle perfezione estetica e tende quindi a discriminare i disabili che quindi si trovano ancor più emarginati.

Ovviamente non è una regola scritta e per fortuna ci sono molte comunità omosessuali che invece accettano con entusiasmo queste persone, anche perché non dobbiamo dimenticarci che oltre l’aspetto esterno siamo tutti uguali.

 

mondo omosessuale

 

Assistenza sessuale

Esistono tanti tipi di disabilità, alcune così invalidanti da impedire alla persona di scegliere autonomamente come gestire il proprio corpo, basi pensare a chi è colpito da malattie severe che lo rendono allettato.

In queste condizioni anche le esigenze più basilari hanno bisogno di un aiuto per potersi compiere e la stessa cosa vale per quelle sessuali.

Ecco quindi che, per chi non dispone dell’autonomia sufficiente, molto importante è il ruolo degli assistenti professionisti che aiutano queste persone ad esprimere i propri istinti sessuali, qualora ne sentano il naturale bisogno.

 

La famiglia

Anche la famiglia gioca un ruolo importante perché nella mente del disabile scatta un semplice meccanismo:

‘si occupano già di me come posso dirgli di essere omosessuale? Darei un ulteriore dispiacere’.

Non è assolutamente così: il sesso e l’amore vanno vissuti come una gioia, e la stessa gioia va condivisa con i propri cari perché il nucleo familiare è il primo che deve accettare e spronare il disabile.

 

Le associazioni

Un buon modo di socializzare è quello di frequentare un’associazione perché si tratta di luoghi caldi e accoglienti, che organizzano diverse attività e sono luogo di incontri positivi per i disabili.

Ce ne sono alcune poi esclusivamente dedicate ai disabili omosessuali che aiutano la massima espressione dei propri pensieri, incoraggiano la comunicazione e perché no, possono essere luoghi dove si incontra l’altra metà.

 

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