Site icon DisabiliNews

Patrizia Cribiori: “Vi racconto le mie lezioni di musical inclusive”

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Patrizia Cribiori, insegnante di danza a Buccinasco da 35 anni presso l’A.S.D. Studio Danza e Oltre da lei fondata, sita in Viale Lombardia 49 a Buccinasco (MI), all’interno della quale ha creato l’accademia Ugualmente Artisti. La donna ci ha raccontato con entusiasmo di questo suo ultimo appassionante progetto, che ha coinvolto dei ragazzi con disabilità e dimostrato quanto l’arte non abbia confini.

Ciao Patrizia, com’è nata l’avventura che ha portato dei giovani con disabilità ad unirsi al tuo gruppo di allieve?

Tutto è iniziato per gioco con Francesco, un ragazzino di 11 anni con tetraparesi spastica. Il nostro entusiasmo e la nostra empatia, poi, ci hanno portato a far prendere parte a questa esperienza anche altri bambini e ragazzi, arrivando alla creazione di un gruppo di musical, Ugualmente Artisti. A noi, a questo punto, si sono aggiunte due docenti del conservatorio di Milano: Stefania Belotti, mamma di Francesco e Maria Grazia Petrali, che seguono la parte di canto.

Come avvengono le lezioni all’interno delle tue aule?

Le lezioni sono completamente gratuite e aperte a tutti, dalle allieve della scuola, ai ragazzi con varie disabilità (che, ad oggi, sono più di venti), fino agli esterni che abbiano piacere a stare con noi. Ci incontriamo due volte alla settimana per la durata di un’ora, e con gioia, vista la grande partecipazione, dovremo presto ampliare l’orario.

Pensi che la danza e l’arte in generale abbiano davvero il potere di unire e superare le barriere sociali e mentali che spesso conducono all’esclusione di persone che convivono con determinate problematiche?

Sono fermamente convinta che la danza e lo spettacolo siano magici, ma qualsiasi attività può essere inclusiva. Bisogna solo far capire a chi organizza che magari ad alcuni ragazzi serve uno stimolo differente da parte degli allenatori. Il tempo si trova e la voglia aumenta man mano che va avanti il lavoro. Non si deve cercare la perfezione, quello che conta è il desiderio di condividere un momento di svago. Alle allieve a cui già insegnavo ho solo detto: “Io farò questa cosa… se vi va, venite a provare!”. Le ragazze che mi seguono sono più di 30 e, in base ai rispettivi impegni, vengono a queste lezioni con grande entusiasmo.

Da quando tutto ha avuto inizio, hai mai dovuto affrontare qualche ostacolo o qualcuno che non credeva che l’idea avrebbe funzionato?

Per il momento non ho trovato grossi ostacoli perché lavoro in una struttura privata che affitto per i miei corsi e quindi per fortuna sono molto libera. L’unica difficoltà è data dalla scala che porta alla scuola, situata al primo piano. I due ragazzi che hanno problemi di deambulazione vengono portati in braccio; ho fatto fare preventivo per un servoscala e mi sono spaventata perché si è parlato di ben 13.000 euro! Ad ogni modo, questo non ha frenato il nostro entusiasmo. Vedremo come fare, so di essere circondata da persone con un grande cuore e che credono in quello che propongo.

Pensi che le istituzioni dovrebbero essere più sensibili in merito alla cultura della disabilità e sostenere maggiormente progetti come il tuo?

Devo dire che per ora le istituzioni mi stanno aiutando. Per promuovere Ugualmente Artisti, infatti, ci è stato concesso gratuitamente l’uso del teatro di Corsico per portare in scena lo spettacolo che abbiamo fatto a Natale, a seguito del quale nuovi ragazzi si sono uniti a noi. Chiaramente si potrebbe fare di più, ma penso anche a volte basterebbe vivere in prima persona queste esperienze per capire come con poco si possa fare tanto.

Qual è la cosa che ti gratifica di più del progetto che stai portando avanti? E quali sono state le reazioni dei tuoi allievi e delle loro famiglie?

I miei allievi e i parenti sono felicissimi, mi aiutano e stanno imparando insieme a me ad affrontare situazioni nuove. A volte ci sono anche i momenti difficili, ma i sorrisi di questi ragazzi ripagano di ogni sforzo fatto. Alcuni di loro fanno ormai parte del mio quotidiano e sono di famiglia, mi sento veramente fortunata. Il mio prossimo obiettivo, infatti, sarà quello di acquistare un’automobile in grado di caricare le carrozzine per condividere un po’del tempo libero. L’amicizia è proprio ciò che serve per sentirsi meno soli.  

Exit mobile version