martedì , Ottobre 13 2026

Sesso Disabili

Disabilità e sessualità: un mondo di tabù

In una società purtroppo ancora vittima di tabù, preconcetti e pregiudizi, molte persone si trovano ad affrontare molte difficoltà rispetto ad altre “più fortunate”. I disabili, ad esempio, devono combattere tutti i giorni contro ostacoli difficili da superare di ogni genere, anche riguardanti la propria sessualità.

Al giorno d’oggi tutto questo ancora purtroppo si amplifica se i disabili sono anche omosessuali. In questo caso, oltre alle difficoltà fisiche, si va a combattere anche contro stereotipi e omofobia, trovandosi vittime di uno stigma sociale difficile da lasciarsi dietro.

Essere disabile e omosessuale, quindi, significa per molti ritrovarsi davanti da scalare il K2 e subito dopo l’Everest.

La soluzione è un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte, al fine di eliminare tutti gli ostacoli ingiusti che queste persone si trovano ad affrontare. Solo così cosi potranno parlare liberamente della propria vita sessuale per esprimere i propri legittimi dubbi come diritto umano.

Cos’è la disabilità

La condizione di disabilità è definita in Italia dalla legge 104, promulgata nel 1992. Questa si verifica quando l’individuo non riesce a svolgere (o è limitato nel farlo) un’attività che di norma è alla portata di tutti.

A seconda delle caratteristiche dell’individuo, sono distinti per legge quattro diversi tipi di disabilità:

  • sensoriale, che porta ad una perdita (o limitazione) dell’attività garantita di uno (o più) dei cinque sensi
  • motoria, che porta ad una limitazione dal punto di vista del movimento
  • psichica, relativa agli individui aventi problemi relazionali e psichici (quali psicosi o nevrosi), impendendo loro di condurre le normali funzioni sociali
  • intellettiva, che impedisce all’individuo di utilizzare un linguaggio scorrevole tale da relazionarsi con gli altri (basso QI, disturbi dell’apprendimento, disgrafia o dislessia).

Disabili e sesso in adolescenza

Quello della sessualità è un tema che, per tutti, inizia ad affiorare nell’epoca dell’adolescenza:

  • sia per lo sviluppo fisico,
  • sia perché è nell’adolescenza che si andrà a formare la nostra identità, cosa diventeremo da adulti.

Già per un adolescente senza qualsivoglia disabilità, l’argomento “sesso” è un tema spinoso, che provoca risatine isteriche e rossori al solo nominarlo. Per un ragazzo disabile provoca addirittura un grosso senso di inadeguatezza tale da porsi domande su come sia possibile anche per loro avere una vita sessuale:

  • le mie limitazioni mi impediranno di avere un rapporto sessuale?
  • troverò mai qualcuno in grado di accettarmi con questa disabilità?
  • ..una domanda che si fanno soprattutto i maschietti, sarò “funzionante”?

Come per tutti gli altri adolescenti, anche per i disabili è importante ricevere un’adeguata educazione sessuale, fare esperienza sessuale per imparare a conoscere il proprio corpo.

Affidarsi a uno specialista (assistente sessuale per disabili) spesso si rivela un’ottima soluzione. Questo può essere utile per capire quali sono i propri limiti fisici e decidere il giusto grado di attività o passività nell’atto fisico.

Sesso, disabili e identità sessuale

Se già l’adolescenza è un periodo complicato per ogni ragazzo o ragazza, aggiungere la scoperta della propria identità di genere o sessuale rende il tutto ancora più difficile e pieno di tabù.

Mentre l’identità di genere è un percorso che l’adolescente affronta con sé stesso (da confondere con l’identità sessuale), l’orientamento sessuale inevitabilmente prevede il coinvolgimento di un’altra persona. In questo caso una disabilità potrebbe essere vissuta come una limitazione nel relazionarsi.

Per questo un disabile si potrebbe trovare ad affrontare grossi ostacoli, resi ancora più difficili dalla paura nel parlare con qualcuno di queste tematiche.

Purtroppo spesso, queste due comunità, disabili ed omosessuali, sono ancora oggi difficilmente integrati nella società e vengono spesso emarginati. Anche nella stessa comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) è presente un preconcetto di “inabilità all’amore fisico” dei disabili e ciò causa l’esclusione di alcuni di essi.

Anche se sempre più associazioni stanno nascendo per favorire l’integrazione degli omosessuali con disabilità, la disinformazione è ancora troppa.

È necessario costruire un dialogo e sfatare i tabù sesso – disabili: solo così si potranno eliminare gli ostacoli ad una società giusta ed inclusiva.

Sesso e disabili

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