Walter De Benedetto, biografia dell’attivista della cannabis terapeutica in Italia

Quando soffri di artrite reumatoide forte come quella che per la maggior parte della vita ha afflitto Walter De Benedetto, cerchi ogni metodo possibile per tentare di alleviare i tuoi dolori cronici e vivere una vita per quanto possibile migliore rispetto a quella che la sorte ti ha riservato.

Questa è la storia di un uomo morto a 49 anni per una malattia invalidante che colpisce milioni di persone al mondo e non solo è riconosciuta come degenerativa, ma si manifesta con disagi profondi che impediscono di godere del tempo a disposizione.
Partiamo però dall’inizio e da come la legislazione italiana concepisce l’uso della cannabis a scopo terapeutico.

Chi era Walter De Benedetto

Walter De Benedetto viveva ad Arezzo e per tutta la sua vita ha cercato di combattere con ogni mezzo la sua artrite reumatoide che lo ha colpito per anni.

Non riuscendo più a muoversi e gestire il controllo del dolore, ha compreso che la quantità di cannabis legalizzata dallo stato e consentita dal Ministero della salute non era più sufficiente a lenire il suo enorme disagio. Per questo motivo aveva deciso di tenere alcune piantine di Marijuana direttamente in casa, per l’ utilizzo della cannabis a scopi terapeutici regolandosi secondo le reazioni del proprio corpo.

La situazione è apparsa quindi gestibile fino a quando i carabinieri hanno deciso di fare irruzione a casa sua e non solo sottrargli l’unico antidolorifico che sembrava in parte alleviare i sintomi, ma anche accusarlo di detenzione illegale di sostanze stupefacenti, paragonandolo a livello penale a uno spacciatore per il quantitativo posseduto.

Oltre a dover quindi contrastare la sua malattia, l’uomo si è trovato a scontrarsi fortemente con lo Stato Italiano, cercando di portare le sue ragioni e quelle di tutte le persone che come lui ogni giorno lottano con dolori che sono difficili da immaginare per le persone sane.

Walter De Benedetto

 

Il video di Walter De Benedetto

 

L’andamento delle indagini che hanno coinvolto Walter De Benedetto

Fortunatamente, già dalle prime indagini preliminari, il giudice di Arezzo sembrava voler dare ragione al paziente, che in una sua intervista del 2021 ha appunto sottolineato come lo Stato Italiano porti così molte persone disperate a rivolgersi alla criminalità organizzata, con gravi conseguenze per il sistema, piuttosto che consentire loro di coltivare alcune piante di cannabis direttamente in casa, seppure in un quantitativo superiore rispetto a quello che deve essere secondo la legge.

È stato infatti riconosciuto che il solo grammo somministrato dal Servizio Sanitario Nazionale era oggettivamente troppo esiguo per contrastare i terribili sintomi che l’artrite reumatoide porta ai suoi pazienti, circa 6 milioni in totale, che potrebbero trarre qualche beneficio assumendo più grammi di questa sostanza psicotropa a seconda delle esigenze del corpo e certamente dietro prescrizione medica.

Fortunatamente Walter De Benedetto è stato prosciolto da ogni tipo di accusa nell’aprile dello scorso anno, tuttavia non ha fatto in tempo a vedere la sua idea diventare legge, poiché il dibattito è ancora fortemente acceso sul tema e difficilmente si arriverà a una soluzione univoca nel giro di poco tempo.

Non ha tuttavia mai smesso di lottare fino al giorno della sua morte, che lo ha colpito a soli 49 anni a causa di una malattia degenerativa che purtroppo non gli ha permesso di vivere ancora.

Walter De Benedetto

La battaglia della cannabis terapeutica in Italia

Numerose sono state le persone comuni e di spicco che si sono unite a lui in questa battaglia, come Marco Cappato, tesoriere dell’associazione Capponi, che ha ringraziato a lungo questo combattente per tutto il tempo speso a cercare di convincere le istituzioni, non potendosi alzare dalla sua sedia ma utilizzando la forza delle parole.

Aveva infatti scritto fino al vertice, quando si è rivolto al presidente Mattarella per chiedere come mai un malato del suo tipo debba violare la legge per trovare un leggero beneficio ai suoi dolori e cercare di condurre una vita dignitosa nonostante la patologia.

A seguire le orme di questo eroe moderno è stata l’associazione Meglio Legale, che ha ricordato la scomparsa di De Benedetto ma allo stesso tempo ha sottolineato come la sua determinazione abbia portato alla ribalta dell’opinione pubblica il tema della cannabis ad uso terapeutico per alcune gravi malattie come l’artrite reumatoide.

Autore DisabiliNews Redazione

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