giovedì , Giugno 13 2024

Parco Laghi di Suviana e Brasimone

Parco Laghi di Suviana e BrasimoneIl Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, anche detto “Parco dei due laghi” si estende nel settore centrale dell’alto Appennino bolognese. I due grandi specchi lacustri di Suviana e di Brasimone hanno carattere artificiale, emblema di una forte antropizzazione del luogo; ciò nonostante non mancano di attrattività, soprattutto grazie alla rigogliosità della folta vegetazione in cui sono immersi.

Alle quote più basse, fino a 800-900 metri di altitudine, si incontrano boschi misti di latifoglie, mentre i versanti montani sono rivestiti da boschi di faggio che risalgono fino alle cime più elevate; sui substrati arenacei è facile incontrare boschi misti di faggio e castagno. Fra gli arbusti compaiono il maggiociondolo alpino e il nocciolo, che lungo le sponde dei rivi vegeta a fianco del salice rosso e del salice ripaiolo. Dalla primavera e fino ad estate inoltrata il sottobosco si colora di fioriture di numerose erbacee tipiche delle faggete appenniniche. Gli ambienti rocciosi sono poco estesi, tuttavia risultano di notevole interesse per il tipo di vegetazione che ospitano, perché non influenzata dalle attività antropiche che hanno modellato gran parte del paesaggio vegetale.

Tra gli animali sono gli ungulati a riservare gli incontri più piacevoli: non è difficile avvistare i cervi, tornati a popolare queste zone da alcuni decenni, più elusivo il capriolo, mentre sono inconfondibili le tracce lasciate dal passaggio dei cinghiali. Nelle zone periferiche del Parco è possibile anche avvistare qualche daino, che in realtà non è una specie originaria della zona. Altri carnivori comuni sono la donnola, la faina, la volpe e il tasso. Tra i rapaci, oltre a specie come gheppio, poiana, sparviero e allocco, è da segnalare la nidificazione regolare del falco pellegrino. Luogo di elezione di uccelli particolarmente curiosi sono le zone dei castagneti maturi: qui troviamo il codirosso, il pigliamosche, il picchio muratore, il torcicollo e il picchio. Sono presenti anche numerose specie di rettili e anfibi, tra questi ultimi va segnalata la rara salamandra pezzata. Alcuni ruscelli ospitano ancora consistenti popolazioni di gambero di fiume, un crostaceo indicatore di acque incontaminate che negli ultimi decenni è andato via via scomparendo in molti corsi d’acqua appenninici.

I piccoli borghi che si incontrano nel Parco come scrigni custodiscono il racconto antico degli abitanti del luogo, gente di montagna che per secoli è vissuta con frugalità, sostentandosi prevalentemente grazie all’allevamento del bestiame, allo sfruttamento del bosco per la produzione del legname e del carbone e alla coltivazione del castagno. A queste attività si affiancavano anche attività artigianali come la lavorazione della lana e del legno, principalmente per la produzione di oggetti d’uso domestico; ancora oggi è piacevole passeggiare tra le botteghe e magari fare qualche acquisto. In alcuni paesi si è sviluppata anche la lavorazione del ferro con la produzione di oggetti di un certo pregio.

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